Sanità pubblica e assicurazioni dovranno convergere sempre più per garantire un’offerta sanitaria idonea ai cittadini del futuro
Sanità pubblica e assicurazioni: qual è il punto della situazione?
Non è un mistero che la sanità pubblica stia attraversando un periodo di crisi: secondo un recente sondaggio de Il Giorno, la sanità a pagamento è 12 volte più veloce di quella pubblica.
La convergenza tra sistema sanitario pubblico e privato sarà dunque indispensabile in un futuro in cui il potenziamento del welfare aziendale, sotto forma di assicurazioni sanitarie private, sarà uno strumento utile a sollevare la sanità pubblica provata dalle lunghe liste d’attesa.
Andamento della sanità pubblica: i dati ISTAT
Secondo un’indagine ISTAT, nel 2021 la spesa sanitaria complessiva, cioè sia pubblica che privata ammontava a circa 168 miliardi di euro così suddivisi:
- 75,6% a carico delle PA
- 21,8% a carico delle famiglie
- 2,7% sostenuta dai regimi di finanziamento volontari
Sono inoltre ancora tante le persone che rinunciano a prestazioni sanitarie, benché necessarie, per problemi economici o legati alle lunghe liste d’attesa: il 7% circa della popolazione, nel 2022, ha rinunciato a effettuare una visita o un accertamento, soprattutto tra le fasce più deboli della popolazione, come anziani, donne e bambini.
Contestualmente, aumenta anche il ricorso al privato per prestazioni sanitarie che sarebbero tuttavia garantite dal SSN, che evidentemente non riesce a coprire tutte le richieste.
Il ruolo del welfare aziendale
In questo contesto, il welfare aziendale si rivela uno strumento efficace ad integrare l’offerta sanitaria pubblica, con misure erogate sia direttamente dal datore di lavoro sia da enti e casse assistenziali.
Sono infatti circa 8 milioni gli italiani lavoratori dipendenti che hanno usufruito dei contributi a fini assistenziali nel 2020, per un valore medio di 316 euro annui e un totale di circa 2.6 miliardi.
Tuttavia, permangono delle differenze sia a livello di genere, che reddituale e di collocazione geografica: la maggior parte dei lavoratori che si vedono riconosciuti dei contributi sanitari sono uomini (60%) si trovano al Nord ( 38% Nord Ovest, 28% Nord Est) e hanno una fascia di reddito alta.
Un quadro che mostra le indubbie potenzialità del welfare aziendale nel compensare l’offerta della sanità pubblica, ma che mette anche in evidenza la disparità tra diverse tipologie di lavoratori e la conseguente difficoltà a sfruttare al meglio questo strumento.
Il ruolo del settore assicurativo
Considerando anche la crescente attenzione da parte della popolazione al proprio benessere e alla propria salute, il settore assicurativo avrà presumibilmente un ruolo di importanza sempre maggiore nei prossimi anni nell’integrare l’offerta sanitaria pubblica.
In particolare, secondo un think thank sullo stato del welfare in Italia elaborato da The European House – Ambrosetti e Gruppo Unipol, sono 3 gli ambiti di welfare in cui il contributo privato può risultare fondamentale:
- previdenza integrativa
- welfare contrattuale
- polizze Long Term Care
Tra le priorità di azione c’è sicuramente l’ampliamento dell’offerta di servizi attraverso il welfare, aziendale e contrattuale.
Proprio in quest’ottica che nasce WellBe, il nuovo Welfare Provider del Gruppo Unipol che, grazie ad un approccio multidisciplinare, propone soluzioni ampie e modulabili di welfare aziendale adatte a qualsiasi tipo di azienda. Scopri le polizze Chianti Valdelsa per il welfare aziendale: contattaci qui.







