Polizza calamità naturali: in Italia gli assicurati sono pochissimi, eppure il rischio ambientale è alto. Facciamo insieme il punto della situazione
Una polizza calamità naturali è, in questo periodo storico, uno dei migliori investimenti che un privato o un imprenditore possa fare per la propria casa o per la propria azienda. Senza contare che con la nuova bozza della Legge di Bilancio, l’assicurazione contro le calamità naturali potrebbe diventare obbligatoria per le aziende entro la fine del 2024.
Tuttavia, benché il rischio di catastrofi naturali sia uno dei più alti in Europa, gli italiani sono ancora molto indietro per quanto riguarda la protezione di case private e aziende.
Polizza Calamità Naturali: come funziona
Questo accade perché purtroppo non c’è una reale percezione del rischio né dell’utilità di questo tipo di polizze da parte dell’opinione pubblica: qui le compagnie assicurative giocano un ruolo di primo piano in termini di responsabilità nella sensibilizzazione di persone comuni, dai privati cittadini alle famiglie, dalle piccole e medie imprese alle grandi aziende.
A questo scopo può essere utile capire come funzionano le polizze per le calamità naturali, per comprenderne l’importanza.
La polizza calamità naturali è nella maggior parte dei casi una garanzia aggiuntiva alle assicurazioni già in essere sulla propria abitazione privata, condominio o impresa.
UnipolSai propone una garanzia che va ad aggiungersi alla tradizionale polizza scoppio e incendio: la polizza “Eventi atmosferici”, che protegge in caso di grandine, vento ed altri eventi atmosferici estremi, ma non da alluvioni e terremoti, sottoscritta dal 64% dei clienti tra persone fisiche e imprese.
Calamità naturali in aumento in Italia
Dall’inizio del 2023 gli eventi catastrofali in Italia sono aumentati in maniera esponenziale: gli ultimi dati fanno registrare un +135% rispetto al 2022. Colpa del cambiamento climatico, ma anche del fatto che la maggior parte del territorio italiano è, per sua natura e conformazione orografica, a rischio idrogeologico.
Solo da gennaio a maggio sono stati registrati 122 eventi estremi, secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente. Veneto, Lombardia e Emilia Romagna sono tra le regioni italiane più esposte, risultando tra i 10 territori europei più esposti agli eventi meteorologici estremi e al cambiamento climatico nel 2050, stando alla classifica del Global Domestic Climate Risk, con oltre l’80% delle abitazioni civili esposte ad un livello di rischio medio-alto. Nel decennio compreso tra il 2010 e il 2020 gli eventi catastrofali sono costati all’Italia 36,5 miliardi di euro secondo Eurostat.
Nonostante questo, l’Italia è ancora molto indietro in ambito assicurativo: dopo la Grecia, è proprio nel Bel Paese che si registra il gap più ampio di copertura assicurativa per le calamità naturali.
In Italia non esiste ancora un’assicurazione obbligatoria contro gli eventi climatici estremi: di conseguenza, solo il 7% delle aziende e il 5% delle case private sono assicurate contro calamità naturali, nonostante dal 2018 sia prevista una detrazione per questo tipo di polizze del 19% sul premio versato.
Per questo motivo la nuova Legge di Bilancio propone di rendere obbligatoria questa polizza, sfruttando anche gli incentivi pubblici e i contributi Sace e prevedendo sanzioni per gli inadempienti.
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