Che cosa sono i piani di accumulo? Come funzionano? E perché sono diversi dai fondi pensione? Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo strumento finanziario
Piani di Accumulo di Capitale: forse ne ha sentito parlare in relazione ai fondi pensionistici.
Attenzione però: benché si tratti di strumenti simili, i piani di accumulo capitale, detti anche PAC, non vanno confusi con il fondo pensione. Vediamo insieme cosa sono i piani di accumulo, come funzionano e che cosa li rende diversi dai fondi pensionistici ai quali spesso vengono associati.
Cosa sono i piani di accumulo capitale?
Un piano di accumulo è uno strumento finanziario che consente ai piccoli risparmiatori di pianificare un investimento a rate, attraverso versamenti periodici di capitale, generalmente con frequenza annuale o mensile.
Si tratta di uno strumento molto utilizzato da chi vuole approcciarsi al mondo degli investimenti finanziari senza avere a disposizione grossi capitali: l’investimento infatti avviene nel tempo, proprio grazie al versamento di una somma periodica.
Ad investire è un soggetto terzo, generalmente fondi di investimento comune, ETF (Exchange Trade Funds) o qualsiasi altro OICR (Organismi di Investimento Collettivi di Risparmio).
Quanto e per quanto tempo investire con un PAC?
La durata di un piano di accumulo è molto variabile e può andare da 1 anno a 40 anni (durata massima).
Anche la cadenza dei versamenti periodici è variabile: si può scegliere di effettuare un versamento ogni mese, oppure ogni 6 mesi oppure annualmente e si può anche modificare questa decisione durante il PAC, aggiungendo o eliminando delle rate e anche sospendendo i versamenti per un periodo.
La carta vincente del PAC è proprio la sua flessibilità.
La somma da investire dipende molto dalla disponibilità economica dell’investitore.
Generalmente si procede in questo modo: si calcola il netto delle proprie entrate e uscite, in base al reddito e alle spese prevedibili e/o potenziali.Dopodiché si sceglie la somma totale da destinare al risparmio: di questa cifra, anche il 30% può essere destinato ad un piano di accumulo. Il versamento iniziale può essere pari anche solo a 3 rate, quindi non c’è bisogno di un grosso capitale per iniziare.
Piani di accumulo e profilo di rischio
A seconda delle proprie esigenze, oltre alla durata temporale del PAC si può scegliere un profilo di rischio più o meno elevato: un piano azionario ad esempio è la scelta giusta per un investimento a lungo termine ma che prevede un rischio abbastanza elevato, mentre un piano obbligazionario è adatto a brevi periodi e comporta meno pericoli.
Per chi invece non se la sente di mettere a rischio il proprio capitale esistono piani di accumulo capitale garantiti a cui si associano prodotti assicurativi.Infine, una via di mezzo: un piano di accumulo a medio termine, bilanciato tra obbligazioni e azioni, o che preveda la restituzione del capitale investito in caso di flessione eccessiva dei titoli.
A cosa serve un piano di accumulo?
L’obiettivo principale di un piano di accumulo è quello di far fruttare i propri risparmi investendo periodicamente una piccola cifra che va ad accumularsi nel tempo, fino a garantire un rientro economico interessante.
Naturalmente perché ciò avvenga è necessario tenere attivo il PAC almeno per qualche anno: secondo gli esperti si tratta di uno strumento finanziario che comincia a far vedere i suoi risultati dopo circa 6/7 anni, durata minima consigliata per un PAC. Al riscatto, il risparmiatore potrà contare su un piccolo gruzzolo formato dal capitale investito negli anni tramite i versamenti periodici più la percentuale di interessi maturati nel tempo.
Perché un piano di accumulo è diverso da un fondo pensione?
Come abbiamo visto, i piani di accumulo non si configurano come fondi di risparmio pensionistico o pensioni integrative, ma sono dei veri e propri strumenti finanziari che consentono di investire i propri risparmi, con tassi di interesse e rischi variabili, in modo molto flessibile per quanto riguarda la durata, gli importi e la gestione del piano stesso.
Ecco perché generalmente è sempre consigliabile affiancare un PAC al proprio fondo per la pensione integrativa. Naturalmente, in questi ambiti è sempre indispensabile farsi seguire da un consulente fidato ed esperto: la scelta migliore è sempre la tua agenzia assicurativa.
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